Sapiens, un solo pianeta – conduce Mario Tozzi

da un’idea di Mario Tozzi, Giovanna Ciorciolini e Riccardo Mazzon
un programma di Mario Tozzi, Alberto Puoti, Fosco d’Amelio, Fabrizio Giuseppe Giunta, Elisabetta Marino, Riccardo Mazzon e Stefano Varanelli
regia Luca Lepone

La puntata di ieri di Sapiens riprende una teoria di Tozzi e dei suoi autori, che già era stata espressa nella trasmissione televisiva di Rai3 “Terzo Pianeta – Atlantide” di sabato 8 dicembre 2007 sempre condotta condotta da Mario Tozzi (vedi SiniS magazine – Terzo Pianeta).

La cosa più sorprendente è che in seno alla trasmissione si vede chiaramente che le zone del Sinis sono tra le meno indagate dal punto di vista archeologico rispetto al resto della Sardegna, forse Tharros ha consumato tutte le energie umane ed economiche in tal senso, mettendo in luce solo la Sardegna Fenicia, Punica e Romana?
Molte delle aree individuate come archeologiche sono ancora inumate, nascoste.
Basti solo pensare che, dopo la sensazionale scoperta dei Giganti di Mont’e’ Prama, l’area nel Sinis di Cabras aspetta ancora la valorizzazione che meriterebbe in base all’enormità della scoperta archeologica che in essa è stata effettuata. Come sottolineato anche da Alberto Angela nella puntata dedicata ai giganti del 2019 e che ho ripreso nel blog SiniS magazine 8   Giganti e nuraghi, su questo sito.

La tesi di Mario Tozzi che si sviluppa nella puntata, è che l’isola di “Atlante” non sia altro che la Sardegna, collocata dai Greci nell’epoca di riferimento oltre le colonne d’Eracle (tra la Sicilia e le coste dell’Africa del nord ndr).
Si parla di una Sardegna civilizzata 4000 anni prima di Cristo (prenuragica) e interamente popolata e urbanizzata a partire da 1800 anni prima di Cristo fino all’avvento della Roma Imperiale che ne conquisto tutti gli insediamenti costieri. La corrispondenza con il racconto di Platone che descrive l’isola del titano “Atlante” è dimostrata sotto molti punti di vista durante le 2 ore e 30 minuti di trasmissione. Tozzi ripercorre e tocca molti tasti dolenti e controversi per molti archeologi Sardi e non solo, compresa la stele recante l’alfabeto, presso Nora e i ritrovamenti egiziani che parlano degli Shardana. Emerge chiaramente che quasi nessuno ha reale contezza della grandezza culturale che la Sardegna rappresenta per la storia precristiana nel bacino del Mediterraneo, neanche gli addetti ai lavori si sbilanciano in tesi più o meno confutabili, che possano restituire alla Sardegna e ai sardi il posto che meritano nella storia.